ITALIAN OPEN WATER TOUR, LA QUARTA TAPPA AD ISCHIA CHIUDE L’EDIZIONE 2019

 

Delle quattro prove in programma, spalmate su due giorni, domenica ho partecipato alla Hard Swim, la traversata da Procida ad Ischia di 6.000 metri. 
Le altre gare in programma erano una 3.000 metri, una 1.850 metri ed una staffetta.
Il percorso, in realtà superiore per lunghezza a causa di un cambio percorso rispetto alla idea iniziale, prevedeva la partenza dalla spiaggia della Chiaiolella di Procida, proprio sotto i faraglioni, il passaggio sotto il ponte dell’isola di Vivara, ovviamente da lasciare a destra, il passaggio dal Castello Aragonese di Ischia da lasciare a destra, lo scenografico passaggio sotto il ponte del Castello e l’arrivo alla Spiaggia dei Pescatori di Ischia, percorso che al mio orologio gps misurava quasi 7.200 metri.
L’Italian Open Water Tour non è una manifestazione federale FIN, cosa per la quale ho potuto appunto indossare un orologio gps/cardio ed una muta leggera anche se l’acqua non era così fredda. 
Il mare comunque era piuttosto agitato, con onda formata proveniente da nordest. Una volta svolto il briefing ad Ischia, due gozzi ci hanno portato a Procida dove in cinquantacinque abbiamo preso il via. Tra gli atleti iscritti, oltre a numerosi nomi molto noti nell’ambiente, su tutti primeggiava quello dell’olimpionico Simone Ruffini, anche Campione del Mondo a Kazan’ sui 25 km che all’arrivo naturalmente risultava vincitore. Partito con l’obiettivo di terminare il percorso entro il tempo limite e di vincere la resistenza psicologica nell’affrontare una prova davvero “open water“, ho terminato la prova in due ore undici minuti e due secondi, piazzandomi trentacinquesimo assoluto e quindicesimo tra gli over 40. Un piazzamento decisamente soddisfacente considerando che ho iniziato a nuotare esattamente un anno fa.
Il gruppo ai fini delle classifiche era suddiviso tra uomini e donne e poi tra “under ed over 40”. C’era anche una ulteriore divisione tra chi nuotava con il classico costumino in stoffa e chi faceva uso di costumi da gara o mute. 
Tutta la prova si è svolta in massima sicurezza, con numerose barche appoggio della organizzazione, della Protezione Civile e della Guardia Costiera che hanno accompagnato i nuotatori lungo tutto il percorso.
L’organizzazione generale è stata stratosferica, scenografica e curatissima, cosa che senza dubbio accresce la fama dell’evento. Tra l’altro anche ricchissima dal punto di vista dei gadget ricordo.
L’Italian Open Water Tour è un circuito di quattro tappe, ogni tappa solitamente si sviluppa su due giorni e prevede sempre più gare su diverse distanze.
La tappa di Ischia era la conclusiva per il 2019, ed è già stato anticipato che il prossimo anno si replicherà.
Ancora un plauso all’organizzazione ed un super bravo a Marcello Amirante, patron dell’Italian Open Water Tour.
 
Emanuele  Bravin