AGILITY DOG E CIBO

“Certo, con il croccantino anche il mio cane esegue quello che gli dico io!” … “La vera difficoltà sta nel farlo senza bocconcino” … “ti segue perchè sa che gli dai da mangiare”.

Ormai, queste sono le frasi più divertenti e più stimolanti per il mio lavoro.

Quando comincio ad insegnare agility dog ad un nuovo binomio (uomo+cane), la prendo sempre un po’ come sfida. Cominciamo a fare esercizio il 99% delle volte con rinforzo positivo in cibo (il famoso bocconcino). Il cane comincia a seguire volentieri il conduttore umano, comincia a cercare gli ostacoli da sé, le prime sequenze di 4-8 ostacoli prendono forma, si arriva presto (o relativamente presto) a fare percorsi di 15 ostacoli, infine i fatidici 20 ostacoli da gara.

E in gara? In gara non possiamo utilizzare cibo, non possiamo toccare il cane, non possiamo incitarlo con un giochino.

Questo è un “miracolo” che noto colpire particolarmente i miei allievi: siamo partiti con un salto di 2 cm di altezza fatto col bocconcino, siamo arrivati ad un percorso di 20 ostacoli alti 60 cm (per i cani large, ovviamente) il tutto senza cibo durante lo svolgimento, al massimo come premio finale (anche se, di solito, consilgio il gioco come premio jackpot a fine percorso).

Il cibo è solo uno strumento: lo usiamo, sì. A volte anche per lunghi periodi. Ma non per creare un cane “premio-dipendente”, cioè capace di svolgere esercizi solo in presenza di cibo. Lo usiamo per far capire al nostro cane cosa sia giusto, cosa no. Cosa porti vantaggio, cosa no. Lo usiamo per creare entusiasmo, voglia di collaborare. Tutto questo è possibile soprattutto grazie ad un delicato lavoro da parte dell’umano, che piano piano deve imparare a gratificare il cane ancor più di quanto possa fare un bocconcino.

Insomma, utilizzare il cibo non è sempre una cosa facile, non è un concetto riduttivo e… provare per credere!

Ilaria Antenucci


agility dog e cibo